La regola che funziona quasi sempre: prima copri le quote, poi dividi il resto 2:1 tra materiale e piano pranzi, lasciando un 10% di margine.
La regola del 2–1–margine (10%)
Chiamiamola così perché si ricorda senza appunti.
- Quote (F): tutto ciò che è obbligatorio e non negoziabile (iscrizioni, contributi richiesti, assicurazioni, attività “necessarie per partecipare”).
- Resto (R): quello che rimane del tuo “vaso scuola”.
- Divisione semplice:
- Materiale (S) = circa 2/3 di R (≈ 67%)
- Piano pranzi (L) = circa 1/3 di R (≈ 33%)
- Margine: tieni 10% del vaso scuola non assegnato finché non hai chiuso tutte le spese (serve per gli “ah già”).
In formule (solo per chiarezza):
B= vaso scuola totale (espresso come % del tuo reddito per ciclo di paga, o come “X cicli di paga”)F= quoteR = B − FS ≈ 0,67 × RL ≈ 0,33 × R- Margine ≈
0,10 × B(non spendere subito)
Perché funziona: il materiale tende a essere più “a lista” (molti pezzi), il pranzo più “a schema” (una decisione ripetibile). Il 2:1 ti evita di micro-ottimizzare.
Come costruire il tuo “vaso scuola” senza impazzire
Niente cifre, solo soglie utili.
- Soglia prudente: metti nel vaso scuola almeno il reddito di 1 ciclo di paga × 10–15% se le quote sono leggere.
- Soglia più sicura: se ci sono molte attività/servizi, punta a 2 cicli di paga × 8–12%.
- Se non sai ancora le quote: crea un vaso provvisorio e considera F come 40–60% di B finché non hai i numeri reali.
Non è una promessa universale: è un modo per limitare i danni quando le informazioni sono incomplete.
Dove la regola si rompe (e come accorgertene)
La regola 2–1–margine è buona finché le quote non “mangiano” tutto.
Si rompe quando:
- F > 60% di B: le quote sono talmente alte che “il resto” diventa troppo piccolo e la divisione 2:1 non basta.
- Il materiale include un acquisto grande non rinviabile (es. dispositivo richiesto) che da solo supera il 50% di R.
- Il piano pranzi non è flessibile (es. opzioni obbligate) e rischia di superare il 40% di R.
Segnale pratico: se, applicando la regola, ti ritrovi a dover “tagliare cose essenziali” (non preferenze), allora sei nel caso di rottura.
Variante più sicura: Regola del Minimo Garantito
Quando F è alta o incerta, usa questa versione:
- Blocca F al 100% (obbligatorio).
- Definisci minimi:
- Materiale essenziale = almeno 50% di R
- Piano pranzi minimo = almeno 20% di R
- Il resto (fino al 30% di R) va su materiale “non essenziale” o migliorie del piano pranzi, solo dopo aver verificato che il margine 10% è intatto.
Questa variante non è elegante, ma è robusta: ti protegge quando i vincoli esterni sono forti.
Mini-scenari (solo variabili e percentuali)
Scenario 1: quote gestibili (la regola base fila liscia)
B= 12% del reddito di 1 ciclo di pagaF= 45% diB
AlloraR= 55% diB.S≈ 67% diR→ ≈ 37% diBL≈ 33% diR→ ≈ 18% diB- Margine = 10% di
Btenuto fermo
Risultato: quote coperte, materiale prevale, pranzo pianificato, margine presente.
Scenario 2: quote alte (serve la variante sicura)
B= 10% del reddito di 2 cicli di pagaF= 70% diB
R= 30% diB(poco). Se fai 2:1, rischi un pranzo sottodimensionato o materiale essenziale incompleto.
Variante minimo garantito:
- Materiale essenziale = 50% di
R→ 15% diB - Piano pranzi minimo = 20% di
R→ 6% diB - Il restante 30% di
R(9% diB) solo su extra, e solo se il margine 10% diBresta intatto.
Scenario 3: piano pranzi “elastico” (puoi spingere sul materiale)
B= 15% del reddito di 1 ciclo di pagaF= 40% diB→R= 60% diB
Se il pranzo può essere ottimizzato (scelte più semplici, meno sprechi), puoi adattare:S= 75% diRL= 25% diR- Margine invariato (10% di
B)
Regola: sposti percentuali solo se la categoria è davvero controllabile, non perché “speri”.
Pocket-card (da tenere in tasca)
Regola: Copri F al 100%, poi dividi il resto 2:1 (Materiale ≈ 67%, Pranzi ≈ 33%) e tieni 10% di margine.
Quando usarla: quote ≤ 60% del vaso scuola e nessun acquisto singolo > 50% del resto.
Quando NON usarla: quote > 60%, lista materiale con “pezzo grosso” obbligatorio, pranzo non flessibile.
Come adattarla: passa al Minimo Garantito (Materiale essenziale ≥ 50% del resto, Pranzi ≥ 20%, extra solo dopo).
Common mistakes (errori comuni)
- Spendere il margine subito: il 10% serve proprio per gli imprevisti; se lo bruci, poi “l’imprevisto” diventa debito o stress.
- Confondere quote e extra: se qualcosa è facoltativo, non deve stare in
F. Mettilo negli extra e difendilo con il margine. - Ottimizzare troppo presto: cambiare 8 volte la lista del materiale non batte una regola semplice applicata una volta bene.
- Tagliare il pranzo “perché è più facile”: se poi ricadi in soluzioni più costose o più disordinate, hai perso il vantaggio.
- Non separare essenziale vs non essenziale: senza questa distinzione, finisci per comprare “bello da avere” prima del “serve per davvero”.
Chiusura pratica (educational only)
Se vuoi un approccio che si ricorda: F prima, poi 2:1, e margine 10%. Quando le quote sono alte, non forzare la regola: usa il Minimo Garantito e proteggi le spese essenziali.
Contenuto educativo generale, non consulenza finanziaria personalizzata.

