Come fare budget per gli scatti di crescita dei bambini (vestiti e scarpe)

Author Elena

Elena

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Capita sempre nello stesso modo: esci di casa con un bambino “normale” e torni con un mini-adulto che ha improvvisamente le caviglie fuori dai jeans. E tu, alla cassa del negozio, pensi: ma non avevamo appena comprato quelle scarpe?

Se hai più di un figlio, o anche solo uno ma con crescita “a scatti”, il problema non è quanto spendi. È quando ti arriva la spesa. Perché l’abbigliamento bimbo non è una linea piatta: è una serie di picchi. E i picchi, se non li metti in conto, sembrano sempre emergenze.

Versione veloce (per chi sta aspettando in auto fuori da scuola)

  • Stima 2 picchi grandi l’anno (autunno/inverno e primavera/estate).
  • Crea una “busta crescita” mensile separata: 25–60 € a figlio (dipende da età e scuola/sport).
  • Compra scarpe con regole chiare (misura, tipo, tetto massimo).
  • Seconda mano per “strati” e capi da pochi mesi; nuovo per scarpe e giacche tecniche se serve.
  • Tieni una lista taglie + una scatola “prossima taglia” per evitare acquisti doppioni.

Perché i vestiti dei bambini mandano in crisi il budget

Per noi adulti, il budget funziona bene quando le spese sono prevedibili. I bambini no: passano settimane senza bisogno di niente e poi, in 10 giorni, servono:

  • scarpe che non stringano (magari due paia: scuola e sport)
  • pantaloni più lunghi
  • magliette per la palestra
  • giacca impermeabile “seria” (che ovviamente manca proprio il giorno della gita)

L’“aha moment” per me è stato smettere di trattare questi acquisti come imprevisti. Non lo sono. Sono ciclici. Solo che arrivano tutti insieme.

Il metodo pratico: la “busta crescita” (e perché funziona)

Io la chiamo busta, ma può essere un conto separato o una categoria in app: l’importante è che quei soldi non si mischino con il resto.

Assunzione realistica: famiglia di quattro in una città tedesca, due bambini tra i 3 e i 10 anni.

Quanto mettere da parte (range realistici)

  • Bimbo/a 2–5 anni: 25–45 € al mese
  • Bimbo/a 6–10 anni: 35–60 € al mese
  • Pre-teen (11+): spesso 50–80 € al mese (scarpe e gusti più “decisi”)

Per due bambini in età scuola materna/elementare, spesso funziona una busta totale tra 70 e 110 € al mese. Non è poco, lo so. Ma qui il punto è: quei soldi li stai già spendendo, solo che oggi ti arrivano come “botta”.

I due picchi: pianificarli fa metà del lavoro

Io segno sul calendario due check grandi:

  1. Fine agosto / settembre: scuola, sport, cambio stagione
  2. Febbraio / marzo: primavera, scarpe più leggere, ricambi

Poi faccio una mini-revisione ogni 6–8 settimane (10 minuti, non cambia la vita, ma evita disastri): controllo scarpe, elasticità pantaloni, maniche, e soprattutto calze/leggings (spariscono come le forcine).

Regole semplici per le scarpe (che sono il vero buco nero)

Scarpe = spesa alta + frequenza alta. Qui mi sono data regole per non farmi fregare dalle urgenze.

1) Misura prima di comprare
Se puoi: misura piede la sera (quando è un filo più “gonfio”). Se no: prendi la soletta e confronta. L’obiettivo è evitare “compro una misura in più e basta” (che poi non la usa mai, o ci inciampa).

2) Tetto massimo per categoria (esempio realistico)

  • scarpe quotidiane: 35–70 €
  • scarpe da sport: 40–90 €
  • stivali/invernali: 45–100 €

3) Una regola “no drama”
Se servono oggi, compro il meglio possibile dentro il tetto e stop. Se non servono subito, aspetto saldo/seconda mano. Sembra banale, ma evita quella spirale: “visto che ci sono, prendo anche…”.

Cosa non ha funzionato (almeno per me)

  • Comprare troppo in anticipo. Risultato: capi fuori stagione, taglie sbagliate, soldi immobilizzati.
  • Fare scorta in saldo senza lista. Finisci con 5 magliette e zero pantaloni.
  • Affidarmi alla memoria. “Mi pare che abbia già una felpa…” No. Non ce l’ha. O ce l’ha ma è a scuola da tre settimane.

La mini-lista “guardaroba minimo” (per evitare di comprare doppio)

Per ogni figlio io punto a:

  • 5–7 maglie/longsleeve
  • 3 pantaloni “buoni” + 2 da gioco
  • 1 felpa calda + 1 leggera
  • 1 giacca impermeabile
  • 1 paio scarpe quotidiane + 1 paio sport (se serve)
  • intimo e calze con ricambio decente

Non è una capsule perfetta. È il minimo per non fare lavatrici disperate ogni sera.

Seconda mano: dove ha senso (e dove no)

La seconda mano è oro quando:

  • il capo dura 2–3 mesi (body, leggings, t-shirt)
  • serve “per sporcare” (asilo, parco)
  • ti manca un pezzo ponte (tipo: felpa tra stagioni)

Io compro nuovo più spesso per:

  • scarpe (per me: meglio non rischiare con usura non visibile)
  • capi tecnici se davvero fanno la differenza (neve, pioggia, gite)

Script copiaincolla per le conversazioni “scomode” in casa

Quando l’altra persona dice: “Ma ancora vestiti?”
“Non sono ‘ancora vestiti’, è uno scatto di crescita. Da questo mese metto X € nella busta crescita così non ci troviamo a fare una spesa da 200 € tutta insieme.”

Quando c’è disaccordo su qualità vs prezzo
“Facciamo così: per le scarpe tetto massimo Y €. Se troviamo sotto, meglio. Se non troviamo, restiamo nel tetto e prendiamo quelle che servono davvero.”

Quando vuoi evitare doppioni
“Prima di comprare, mando una foto di cosa manca: pantaloni 1 taglia in più e scarpe sport. Così non prendiamo due cose uguali.”

Se usi un tracker spese (tipo Monee), l’uso più utile è questo

Non “controllare” ogni euro. Ma vedere il pattern: due picchi l’anno + micro-acquisti che si sommano. E se la spesa è condivisa, niente più “l’hai già pagato tu?” quando arrivano due scontrini di scarpe nello stesso weekend.

Checklist (screenshot mentale)

  • Ho una busta crescita separata con importo mensile deciso
  • Ho segnato 2 picchi annuali sul calendario
  • So le taglie attuali e la prossima taglia (scarpe incluse)
  • Ho una lista “manca davvero” prima dei saldi/seconda mano
  • Ho tetti massimi per scarpe (quotidiane/sport/inverno)
  • Controllo veloce ogni 6–8 settimane (10 minuti)

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