Se per permetterti un viaggio devi “sperare” che il prossimo mese vada bene, allora non te lo puoi permettere (ancora). La versione semplice è questa: un viaggio è sostenibile solo se lo paghi con soldi che non servono a far funzionare la tua vita normale.
Il problema è che molti fanno la domanda sbagliata. Chiedono: “Ho i soldi per comprare volo e hotel?”
La domanda giusta è: “Ho i soldi per comprare volo e hotel senza rubarli al mese dopo?”
Ecco il test più pulito che uso: il test dei 3 numeri. Lo capisci in cinque minuti, e ti evita settimane di ansia.
Il test dei 3 numeri (zero drama)
Ti servono solo questi:
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Il tuo “margine mensile”
Quanto riesci davvero a mettere da parte ogni mese senza tagliare l’essenziale. Non “quanto vorresti”: quanto succede in media. Se tracci le spese (anche solo per categorie, tipo con Monee o un foglio), questo numero salta fuori da solo. -
Il costo totale del viaggio (con cuscinetto)
Non il prezzo “da screenshot”. Il totale realistico: trasporti, alloggio, cibo, spostamenti, attività, extra. Poi aggiungi un cuscinetto del 10–20%.
È come cucinare: puoi pesare tutto perfetto, ma un po’ di olio in più finisce sempre in padella. Il cuscinetto serve a non bruciarti. -
I mesi che mancano alla partenza
Semplice: quanti mesi hai per mettere via quei soldi.
Ora fai una sola divisione:
Risparmio mensile richiesto = (Costo totale del viaggio) ÷ (Mesi alla partenza)
Poi confronti:
- Se il risparmio mensile richiesto è minore o uguale al tuo margine mensile, il viaggio sta in piedi.
- Se è maggiore, non è “impossibile”: è solo fuori misura per questo momento.
Il dettaglio che quasi tutti sbagliano
La gente conta il viaggio, ma dimentica il mese dopo.
Quindi aggiungi una mini-verifica finale, molto concreta:
- Nel mese del viaggio (o in quello successivo) hai spese “pesanti” ricorrenti? Assicurazioni, tasse, manutenzioni, rate, rientri di carte, compleanni, scuola?
Se sì, il tuo margine reale in quei mesi non è quello “medio”: è più basso. Il test va rifatto con il margine di quel periodo.
Tre regole di sicurezza (per non farti male)
Pensa a queste come alle regole base in palestra: non ti fanno diventare campione, ma ti evitano infortuni.
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L’essenziale non si tocca
Se per far quadrare il viaggio devi tagliare affitto/bollette/spesa in modo aggressivo, stai finanziando una vacanza con stress. Non è un affare. -
Il fondo emergenze resta un fondo emergenze
Se non hai un cuscinetto, la tua vita è già “in trasferta” ogni mese. In quel caso il viaggio va ridimensionato o spostato. Situazionale: se hai entrate super stabili e supporto familiare, puoi permetterti più rischio. Se sei freelance o hai entrate variabili, serve più prudenza. -
Il rapporto con il tuo budget resta sano
Come promemoria rapido, la logica del 50/30/20 funziona bene: circa 50% bisogni, 30% desideri, 20% risparmio (adattalo alla tua realtà). Il viaggio dovrebbe stare nella parte “desideri” o nel risparmio programmato, non divorare i bisogni.
Il takeaway che voglio ti resti in testa
Un viaggio è “affordabile” quando lo puoi pagare con il tuo margine, non con la tua speranza.
Se il test dei 3 numeri ti dice no, non significa “niente viaggio”. Significa solo che devi cambiare una leva.
“Ok, ma se questo non fa per me…”
Ecco alternative pulite, in base a cosa ti manca:
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Ti manca margine mensile?
Riduci la taglia del viaggio: meno giorni, stagione diversa, destinazione più vicina. È come nello sport: meglio allenamenti costanti che una gara folle e poi due mesi fermo. -
Ti manca tempo?
Sposta la partenza o spezza il costo: per esempio, prenotazioni distanziate e un “fondo viaggio” dedicato. L’obiettivo non è pagare tutto subito: è evitare che il totale ti cada addosso in un unico mese. -
Il costo è incerto?
Alza il cuscinetto verso il 20% e taglia il “programma perfetto”. Un itinerario con troppe cose prenotate è come una ricetta con dieci passaggi: basta un imprevisto e salta tutto.
Quando hai davanti il margine reale, il costo totale realistico e i mesi disponibili, la decisione smette di essere emotiva e diventa banale: o ci sta, o non ci sta. E questa semplicità, di solito, è proprio quello che ti fa respirare meglio.

