Ti è mai capitato di entrare per “due cose veloci” e uscire con la busta piena e quel peso allo stomaco? Tipo: non so nemmeno com’è successo, ma è successo.
Ecco la promessa: puoi ridurre gli acquisti d’impulso senza diventare rigidissima, senza toglierti ogni piacere, e senza trasformare la spesa in un esame. La cosa che mi ha aiutato di più è una regola piccola, quasi gentile: la regola dei 3 articoli.
In pratica funziona così: oltre a quello che ti serve davvero, ti concedi al massimo 3 “extra”. Tre. Non zero. Non “mai più”. Solo tre scelte consapevoli. E sì, spesso basta per spegnere quell’effetto valanga.
Perché gli impulsi al supermercato non sono solo “mancanza di disciplina”. Sono stanchezza, stress, fame, bisogno di comfort, quella voglia di sentirsi un filo meglio subito. E se sei in un periodo in cui anche aprire l’app della banca ti dà ansia… figurati reggere un supermercato pieno di tentazioni.
La regola dei 3 funziona perché toglie pressione e aggiunge un confine chiaro. Ti dice: puoi avere qualcosa di buono, ma non tutto insieme, non senza pensarci. E questo cambia l’energia con cui scegli.
Come usarla, senza complicarti la vita
1) Decidi i 3 extra prima di entrare (quando puoi).
Non serve una lista perfetta. Anche solo: “oggi mi concedo tre cose che mi fanno sentire coccolata”. Se lo decidi prima, dentro è più facile dire no al resto.
Se non riesci a deciderlo prima, va bene uguale: puoi usare la regola anche “in corsa”, tipo quando sei già lì davanti allo scaffale e senti la tentazione salire.
2) Definisci cosa conta come extra (in modo semplice).
Extra = tutto ciò che non era nei tuoi “essenziali” di oggi. Gli essenziali sono quelli che ti servono per mangiare e gestire la settimana, senza drammi. Gli extra sono le aggiunte “perché mi va”, “perché è in offerta”, “perché magari mi serve”. Non devi fare filosofia: ti basta una definizione che regga nel momento.
Un esempio molto reale: quando ero stanca, per me “extra” erano soprattutto snack, dolci, cose pronte. Non perché siano “sbagliate”, ma perché erano quelle che mi facevano perdere la misura senza accorgermene.
3) Scegli i 3 extra con una mini-domanda (super onesta).
Quando hai in mano qualcosa che non era prevista, chiediti:
- Lo voglio davvero o è solo il momento?
- Mi farà sentire meglio anche dopo, o solo adesso?
- Se questo fosse uno dei miei tre, ne sarei contenta?
Non è un interrogatorio. È un piccolo “check-in” con te stessa. A volte la risposta è: “Sì, lo voglio davvero”. Perfetto. Lo metti nel carrello, senza sensi di colpa, e ti senti più in controllo.
Il trucco che salva quando sei già in modalità “non ce la faccio”
Ci sono giorni in cui la regola dei 3 sembra comunque troppo. Io li conosco: quelli in cui vai in automatico, con la testa altrove, e ogni confezione carina sembra un abbraccio.
In quei giorni, prova questa versione ancora più facile: “3 extra, ma uno deve essere per il ‘me di domani’.”
Cioè: uno dei tre deve aiutarti dopo. Può essere qualcosa che ti semplifica un pasto, ti evita un’altra uscita, ti fa sentire più stabile. Non è punizione: è cura.
E se ti viene l’impulso di aggiungere il quarto extra? Non devi “resistere” con i denti. Fai una pausa di dieci respiri, letteralmente. Io a volte mi spostavo di uno scaffale e mi dicevo: posso sempre tornare. E spesso non ci tornavo.
La parte emotiva (quella che nessuno dice)
Gli acquisti d’impulso spesso arrivano con una storia sotto: “Me lo merito”, “Tanto ormai”, “Non ho tempo”, “Sono già in ritardo su tutto”. E poi, dopo, arriva l’altra storia: “Perché sono fatta così?”, “Non so gestirmi”.
La regola dei 3 interrompe questa altalena perché ti dà una via di mezzo. Non ti chiede di essere perfetta. Ti chiede di essere presente per tre scelte. Solo tre. E se sfori? Non significa che hai fallito. Significa che oggi era una giornata difficile. Punto.
Quando non riuscivo a guardare le mie spese perché mi facevano venire ansia, la cosa che mi ha aiutato è stato registrare senza giudicare. Anche con un’app come Monee: non per “controllarmi”, ma per togliermi quel rumore mentale del “chissà quanto ho speso”. Avere una traccia semplice era una specie di respiro: una cosa in meno a cui pensare.
Un esempio pratico (super quotidiano)
Metti che entri per le cose base. Poi succede: offerte, profumi, packaging, fame. Ti ritrovi con in mano tre tentazioni diverse.
Invece di dire “no a tutto” (che spesso finisce in “sì a tutto”), fai così:
- prendi una cosa che ti dà piacere adesso (comfort)
- una cosa che ti rende la settimana più facile (praticità)
- una cosa che ti fa sentire nutrita davvero (benessere)
E hai finito. Non devi negoziare con te stessa per ogni scaffale.
Se la spesa è un posto in cui ti perdi facilmente, non perché sei debole, ma perché sei umana, questa regola ti rimette in mano il volante senza farti sentire in gabbia.
Start here if this feels hard: prima di entrare, scrivi nel telefono “oggi ho 3 extra” e metti un promemoria con tre parole che scegli tu (comfort, praticità, benessere).

